Editoriale n. 274 gennaio - febbraio 2011  
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Leonessa e il suo Santo
gennaio - febbraio 2011


Un futuro migliore per Leonessa

di Anavio Pendenza


In ogni numero di questa rivista, i lettori che amano Leonessa descrivono le difficoltà che incontrano i cittadini o turisti in questa meravigliosa cittadina e propongono validi rimedi per superare tali difficoltà e quindi vivere meglio. Ci si aspetta almeno - da coloro che detengono la cosa pubblica - qualche assenso o dissenso, invece sembra che nessuno veda o senta...

La crisi che attanaglia l'Italia colpisce di più Leonessa perché in questo paese vi sono obiettive difficoltà ed elevati disagi in termini ambientali e sociali propri delle zone di montagna.

Oggi quando si parla di sviluppo turistico, economico, sociale e culturale leonessano, molti fanno riferimento alle numerose promesse che i nostri politici hanno fatto e non hanno mantenuto. I leonessani vogliono risposte concrete ai bisogni e alle esigenze del paese. Si aspettano soluzioni e ricette per il cambiamento, come il riguardo costante verso gli artigiani, i commercianti, gli agricoltori, verso chi si trova senza lavoro. Si aspettano anche l'ammissione di errori da coloro che hanno la responsabilità pubblica, perchè sono convinti che ciò potrebbe rappresentare un importante passo avanti.

eclissi solare del 3 gennaio 2011

Leonessa - Ecclissi solare del 03/01/2011


Credo che tutti siamo chiamati a fare qualcosa per il bene comune. Prendersela con qualcuno significa costituire un alibi all'immobilismo. Bisogna rimuovere la convinzione che il raggiungimento del bene significhi assoluta pienezza di diritti e assenza di doveri. Colgo l'occasione per ringraziare i lettori che scrivono in questa rivista e suggeriscono le regole per stare bene, che esprimono il loro pensiero, lo propongono, non l'impongono, perché il loro pensiero è centrato sul problema e si offrono per cercare insieme la soluzione: per loro ancora possiamo avere la speranza di un futuro migliore e diverso per Leonessa!

Il 9 agosto scorso si è costituito un Comitato per il IV centenario della morte di San Giuseppe (1612- 2012). Dagli incontri di questo Comitato sono emerse chiare e concrete iniziative che hanno ridato un po' di ottimismo ai cittadini. Questo anno giubilare, tuttavia, non deve essere preso come evento unicamente culturale, economico, sociale e religioso, ma deve essere un segno di fede, di speranza e carità. La morte del Santo fu, quattro secoli fa, un trionfo unicamente di fede.

Ci auguriamo che non sia un evento che finisce appena inizia! Oggi tutti abbiamo bisogno della realizzazione delle parole che il Santo rivolse alla sua Leonessa qualche mese prima di morire: "Restati in pace, patria mia. Dio ti benedica e ti liberi dal peccato. Ti conceda spirito e forza per superare le difficoltà. Siate voi benedetti, presenti, assenti, futuri. Siano benedette le vostre case, i vostri figli, il vostro bestiame, il vostro lavoro. Ogni cosa e tutti benedico nel nome di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen".

Dobbiamo essere convinti che siamo stati scelti da Dio ad essere comunità ove Dio realizza l'opera salvifica, ovviamente attraverso l'impegno coerente secondo i valori evangelici che San Giuseppe ha incarnato nella sua vita.

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