Editoriale n. 315 - novembre - dicembre 2017  
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Leonessa e il suo Santo
novembre - dicembre 2017


I segni cristiani del Natale

di Anavio Pendenza


Mi riempie di gioia quando insieme ai collaboratori inviamo la rivista ai nostri lettori che l'aspettano come una volta si aspettava una lettera da una persona cara. Maggiormente con questo numero la gioia è incontenibile perché con i nostri collaboratori annunciamo all'unisono il lieto annuncio del Natale: "Oggi è nato per noi il Salvatore... Colui che aspettavi è qui, è venuto... Lui è la vita nuova, la luce e la pace". E ognuno per la nascita di Dio in questa terra può scoprire il senso della propria vita e l'amore da cui è amato, può vedere la vita con tutti gli avvenimenti, come la vede Lui. Mi rendo conto che non tutti sperimentano l'attesa di questo evento perché sono alla ricerca di altri eventi, di altri richiami dove predomina una festa prettamente liberal-edonista.

Ma Lui non chiude la porta a nessuno perché continua a nascere ogni giorno in quei pellegrini, che come Maria, Giuseppe e i pastori accettano un Dio povero. Dio in Gesù sceglie sempre la povertà per incontrare e per arricchire l'uomo! E ancora oggi per l'umanità è presente questo segno: "... Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". E la Chiesa oggi, per i solleciti richiami di Papa Francesco, vuole riscoprire di essere Chiesa povera e Chiesa dei poveri: "Come Cristo che da ricco che era si fece povero, così anche la chiesa, quantunque per compiere la sua missione abbia bisogno dei mezzi umani, non è costituita per cercare la gloria della terra, bensì per diffondere anche con il suo esempio, l'umiltà e l'abnegazione: essa riconosce nei poveri l'immagine del suo fondatore". (Lumen Gentium, 8).

Come alla nascita di Gesù anche oggi i governanti e i potenti della terra sono occupati o assorbiti dalle preoccupazioni politiche, diplomatiche e dagli affari, non possono quindi avere nella loro testa pensieri o preoccupazioni per i poveri. Ma quando nelle nostre città, nelle nostre case e nel nostro cuore si chiudono le porte al povero si chiudono le porte a Dio stesso, si rifiuta così la pace, la giustizia, l'uguaglianza e a loro posto si mette la ricchezza, il potere e gli onori.

Che i nostri lettori possano portare in questo Natale Gesù, Grazia di Dio, Stella del mattino a coloro che incontreranno nel loro cammino, per avviarsi così verso un avvenire migliore per tutti.

Leonessa










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